Quindi riassumendo la nostra è la generazione dei mammoni, fannulloni, bamboccioni.
Allora io mi...
Un thriller agghiacciante #nevearoma
Nella prossima vita voglio rinascere tassista perché in questi giorni ho capito che:
- Se sei tassista riesci a vivere benissimo...
Trenitaglia ti salva la vita
Sono bastati quattro giorni a Londra per eliminare i segni degli eritemi da stress che avevo sul braccio. Ne è bastato uno in Italia per farmeli tornare.
Della serie: non si scappa da se stessi, ma almeno risparmi sul dermatologo =)
Non sono nata per avere ragione,
il mio punto di vista sarà sempre sbagliato,
ogni mio gesto inopportuno,
ogni mia parola superflua,
ogni mio silenzio imbarazzante
e non me importa niente.
How building a search engine. The Free course will start 20th February.
Non so per quale strana metamorfosi nel periodo tra Gennaio e Febbraio in ogni stanza di uno studente avviene una strana trasformazione, tanto da indurre a ideare una nuove definizione di caos.
Caos: “Stato in cui si trova una scrivania di uno studente universitario durante la sessione invernale.”
Non so se vi è mai capitato di assistere a tale fenomeno, di grande importanza scientifica, dal momento che è l’evento più simile, finora conosciuto, alla nascita dell’universo dopo il Big Bang.
Cosa infatti, se non un’esplosione, può aver fatto schizzare in ogni spazio del piano fogli, foglietti, appunti, dispensi, libri aperti apparentemente a caso e sottolineati usando una gamma di colori inimmaginabile?
Per non parlare di gomme, penne, matite, evidenziatori nascosti dietro ogni angolo, con il solo scopo di non farsi trovare per far saltare i nervi al malaugurato studente.
Ogni tanto, sparsa qua e là, si possono individuare anche delle tazzine, ormai vuote, che lasciano intuire quanto caffè sia stato introdotto all’interno dell’organismo dell’abituale inquilino della scrivania, ormai rassegnato all’idea che gli scorra più caffeina che sangue nelle vene.
Addirittura se si pone molta attenzione è possibile scorgere quasi sullo sfondo quello che , prima di essere quasi interamente coperto da post-it vari suappunti, note, promemoria e improponibili date d’esame, era un monitor di un computer, unica finestra sul mondo esterno e semi-ancora di salvezza per chiunque riesca a trovare tastiera e mouse sotto quella montagna di carta e derivati.
Puoi affermare di essere sopravvissuto ad un incontro del genere solo se riesci ad arrivare a Marzo con qualche neurone non ancora bruciato e qualche nervo che ancora non ha deciso di abbandonarti.

(via randagio-apuano)